E poi?
Va e annuncia
Così scriveva Papa Paolo VI nel 1976:
La Chiesa lo sa. Essa ha una viva consapevolezza che la parola del Salvatore — «Devo annunziare la buona novella del Regno di Dio» — si applica in tutta verità a lei stessa. E volentieri aggiunge con San Paolo: «Per me evangelizzare non è un titolo di gloria, ma un dovere. Guai a me se non predicassi il Vangelo!». Evangelizzare, infatti, è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio del Cristo nella Santa Messa che è il memoriale della sua morte e della sua gloriosa risurrezione.
Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 1976
La fede cristiana non è un “luogo per stare bene” e basta, ma un incontro con il Signore Risorto nella comunità che è la Chiesa. Se davvero lo hai incontrato, non puoi che dirlo a tutti.
Nel tuo lavoro, tra i tuoi parenti, con i vicini di casa, quando sei al supermercato. Non solo nella Chiesa, prendendoti qualche servizio di annuncio, ma soprattutto fuori dagli spazi della Parrocchia: sei Chiesa sempre. Vivi come tale.
Il prossimo passo può iniziare proprio dove sei.
Famiglia, lavoro, amicizie e quartiere sono i primi luoghi in cui l’incontro diventa testimonianza concreta.
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